L'Arcadia, due repertori di rime

Con singolare tempismo escono due validi strumenti per lo studio della lirica settecentesca ed in particolare per quella dell'Arcadia.

 

Stefania Baragetti, I poeti e l'Accademia. Le "Rime degli Arcadi" (1716-1781), Milano, LED, 2012 (Il Filarete. Pubblicazioni della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Milano, 280), 634 pp.: "Ripercorrere la storia del primo secolo di vita dell’accademia dell’Arcadia attraverso la sua produzione poetica ufficiale, consegnata ai quattordici volumi di Rime pubblicati a Roma fra il 1716 e il 1781: tale è l’assunto di questa monografia, che oltre a documenti e carteggi inediti mette a frutto, indagandone peculiarità e aspetti tecnici e stilistici, un ingente e trascurato materiale poetico (quasi seimila componimenti di circa cinquecento verseggiatori, appartenenti al Bosco Parrasio di Roma e alle molte colonie periferiche). Dalla fondazione nel 1690, con le istanze del razionalismo promosse da Giovan Mario Crescimbeni, alle tensioni sollecitate dallo «scisma» di Gian Vincenzo Gravina, dalla crisi delle poetiche nella prima età dei Lumi alle sperimentazioni di una moderna poesia didascalica e scientifica, ormai alle soglie della Rivoluzione, la ricerca arricchisce il quadro di una consolidata interpretazione critica, ed offre per la prima volta una catalogazione e un’indicizzazione completa delle Rime. Si delinea così il quadro della storia del sodalizio, capace di diffondere un gusto letterario comune e di coinvolgere, con la nobiltà degli intenti e il fascino dei rituali accademici, personalità come Goethe e Voltaire." (dal sito dell'editore: http://www.lededizioni.com/catalogo.html)

 

Rime degli Arcadi I-XIV.1716-1781. Un repertorio, a cura di Maria Luisa Doglio - Manlio Pastore Stocchi, Roma, Edizioni di Storia e letteratura, (Biblioteca dell'Arcadia - Studi e testi), 2013: "«Questo nostro repertorio vuol essere, al di là di un omaggio all’Accademia alla quale abbiamo il privilegio di appartenere, un libro per studiosi e cultori di poesia del Settecento. Abbiamo scelto di pubblicare gli incipit delle Rime degli Arcadi, non gli interi componimenti, e proprio per questo abbiamo preposto all’incipitario vero e proprio i Sommari dei quattordici tomi usciti fra il 1716 e il 1781. Il lettore interessato potrà facilmente risalire dai Sommari ai tomi [...]. In altri termini, vorremmo che l’incipitario fosse un invito alla lettura o alla rilettura  di sonetti, madrigali, sestine, canzoni, canzonette, odi, egloghe, terze rime, distici latini di Arcadi più e meno noti» (dalla Premessa degli Autori)."

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