Francesco de Lemene corrispondente dalla Lodi del suo tempo

Il volume di Clotilde Fino Francesco de Lemene corrispondente dalla Lodi del suo tempo trascrive un’ottantina delle 350 lettere contenute nel copialettere lemeniano conservato alla Biblioteca Laudense. Il manoscritto, tuttora inedito nella sua interezza, raccoglie le minute Ad varios. L’anonimo copista vi ha selezionato le lettere scritte dal Lemene a personaggi illustri, con una scelta che privilegia intellettuali del tempo (Muratori, Vico, Maggi, Redi, Martello), sovrani regnanti (i Farnese, i Gonzaga, il re d’Inghilterra), religiosi letterati (Ceva, Brignole, Mezzabarba, Borsa), ecclesiastici e cardinali, prelati della Curia romana, accademici di tutta la penisola. Non sono escluse le donne, che dell’ambiente culturale della seconda metà del Seicento erano componente tutt’altro che secondaria. Fra queste spicca la regina Cristina di Svezia, con la quale, attraverso il cardinale Azzolini, il poeta lodigiano attiva una collaborazione ventennale, componendo testi appositamente destinati al teatro di corte della regina.

Uscito per iniziativa della Fondazione Banca Popolare di Lodi, il volume seleziona la corrispondenza più atta a porre in luce la varia attività di Francesco de Lemene: letterato apprezzato e celebre nel suo tempo (anche l’Argelati lo cita sempre come ”celeber poeta”), amministratore della sua città, nobile cittadino del ceto decurionale, giureconsulto e oratore, cioè incaricato di rappresentare gli interessi della Comunità laudense al senato milanese del governo spagnolo. A tal fine i capitoli raggruppano le minute organizzandole in ‘contenitori tematici’ che svolgono solo una parte dei percorsi possibili. I temi scelti sono: La famiglia, La città di Lodi, I viaggi, Carlo Maria Maggi e Ludovico Antonio Muratori, Filiberto Vllani, Amici poeti e letterari, Le accademie, Il teatro e gli svaghi, Le stampe, Le donne. I capitoli non accolgono tutte le lettere sul tema. Anche quelli che appaiono particolarmente ricchi di testi, come Le accademie e Le donne, sono incompleti. Sono invece trascritte tutte le minute Alla Città di Lodi, in aderenza al taglio storico del libro. L’impostazione antologica si è resa necessaria sia per l’analiticità dell’apparato esegetico, sia per il taglio divulgativo dell’edizione, destinata a lumeggiare aspetti meno noti del profilo dell’autore di quella che è forse la più felice e nota commedia dialettale dell’epoca, la Sposa Francesca. Benché occorra un’intiera serie di volumi per ospitare l’epistolario lemeniano nel suo complesso, la selezione ora pubblicata non fallisce l’intento dichiarato di illuminare la vivacità culturale del Seicento nella Lombardia spagnola e la creatività e generosità di un ambiente di respiro non locale, unificato dalla civiltà delle lettere.

 

Corrado Viola 

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